Il tempo di don Lisander

di Ellecistudio

venerdì 10 settembre

Prosegue il percorso di Parolario sul tempo nei classici della letteratura: è la volta dei “Promessi Sposi”, con la guida di un esperto manzoniano del calibro di Gianmarco Gaspari.
Per il ciclo Il tempo ferito, gli orrori della Shoah italiana nella Risiera triestina di San Sabba saranno illustrati da Moreno Gentili. Da non perdere l’incontro con Massimo Ciancimino e Francesco La Licata, per parlare della mafia e delle sue relazioni con lo Stato negli ultimi quarant’anni.

Alle 17 in Piazza Cavour, debutto letterario per Daniela Dawan. Nata a Tripoli, dove ha vissuto la sua prima infanzia, è rientrata in Italia nel 1967, con la famiglia, in seguito alla Guerra dei sei giorni. Ha poi vissuto a Roma, a Bruxelles e negli Stati Uniti. Attualmente vive e lavora come avvocato a Milano.
“Non dite che col tempo si dimentica” (Marsilio, 2010) è il suo primo romanzo. Con una scrittura calda ed elegante, Daniela Dawan racconta due storie d’amore e di identità divise e sradicate, incastonate l’una dentro l’altra. La pianista Anna Orvieto accompagna il fidanzato in un viaggio in Tunisia scoprendo, attraverso una lettera arrivata troppo tardi e mai consegnata al suo destinatario, la struggente testimonianza dell’amore, brevissimo ma straordinariamente intenso, tra il prozio Cesare e una pianista – la musica è il fil rouge del romanzo -, Augusta Levi, amore nato negli anni Trenta proprio a Tunisi.
In una continua alternanza fra presente e passato, quotidianità e ricordo, avanza una storia che interseca due mondi, ricucendo le fila di un discorso antico lasciato in sospeso.
L’autrice dialoga con Rosa Teruzzi e Roberto Borghi; Laura Negretti legge alcune pagine del romanzo.

Dopo Petrarca e Pirandello, l’itinerario di Parolario sui classici italiani va a toccare anche Alessandro Manzoni, con l’incontro “Il tempo di don Abbondio. Storia, costume, personaggi: le molte variabili del tempo nei Promessi Sposi”, in programma alle ore 18 in Piazza Cavour.
Ad analizzare il capolavoro narrativo manzoniano saranno Gianmarco Gaspari, Matteo Collura e il giornalista Rai Andrea Bosco.
Gaspari è docente di Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi dell’Insubria e Direttore del Centro Nazionale Studi Manzoniani di Milano e degli Annali Manzoniani. Fa parte del Comitato per l’Edizione Nazionale ed Europea delle opere di Alessandro Manzoni e di quello per l’Edizione Nazionale di Pietro Verri. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni che trattano argomenti che vanno dal Beccaria al Manzoni, da Muratori a Gadda.
Durante la conversazione a più voci, Gianni Quillico leggerà brani dei “Promessi Sposi”.

Un altro appuntamento del ciclo Il tempo ferito alle 18 in Biblioteca, con lo scrittore e storico Moreno Gentili, che presenterà il libro “L’inferno dentro. Confessioni di un collaborazionista”.
Un medico italiano, giovanissimo, sceglie di andare a Berlino agli inizi del nazismo e di tornare poi a Trieste, nella Risiera di San Sabba, dal 1943 al 1945 e dimostrare così la propria fede, attraverso un abbrutimento ideologico e umano. Il monologo di un uomo che non è mai fuggito, forse protetto da complicità precise, forse solo dal caso, ma di certo mai pentito. Pagina dopo pagina, emerge qualcosa che sfugge al controllo dei tribunali di ogni tempo, insito nelle coscienze di chi sceglie la violenza come matrice di vita. Un libro per riflettere sulle “responsabilità individuali e collettive” riguardo al nazifascismo, che vedono nel nostro paese un coinvolgimento non ancora chiarito del tutto in termini storici e umani.
Gentili dialoga con Elio Cami.

Alle 20.30 in Piazza Cavour, Massimo Daviddi è protagonista dello spazio quotidiano dedicato alla poesia.
Segue, alle 21, l’incontro con Massimo Ciancimino e Francesco La Licata, che presentano il libro “Don Vito”,  edito da Feltrinelli. Gli autori raccontano quarant’anni di relazioni segrete, occulte e inconfessabili, tra politica e criminalità mafiosa, tra Stato e Cosa Nostra. Perno della narrazione è la vicenda di Vito Ciancimino, narrata da un testimone d’eccezione, suo figlio Massimo, al giornalista Francesco La Licata. Il racconto riscrive pagine fondamentali della nostra storia, come il cosiddetto “sacco di Palermo”, la nascita di Milano2, la cattura di Totò Riina, la fondazione di Forza Italia e il ruolo di Marcello Dell’Utri in questa e altre vicende.
Massimo Ciancimino, nato a Palermo nel 1963, è il più giovane dei figli maschi di Vito, il politico più chiacchierato (e processato) per i suoi legami con la mafia. Non aveva ancora diciotto anni quando fu scelto dal padre come segretario-tuttofare, entrando così direttamente nei misteri della doppia vita del “sindaco dei corleonesi”: un ruolo che ha ricoperto fino al 6 giugno 2006, giorno in cui è stato arrestato con l’accusa di aver riciclato il “tesoro” del padre. Da circa un anno sta collaborando con la magistratura per aiutare a fare luce su quarant’anni di rapporti tra mafia e politica in Sicilia.
Francesco La Licata, giornalista, ha cominciato nel 1970 lavorando per L’Ora di Palermo. Dal 1989 è alla Stampa, ma ha collaborato anche con L’Espresso, Epoca e con il settimanale televisivo Mixer di Giovanni Minoli. Fa parte della redazione  di Blu notte. Misteri italiani, il programma tv di Carlo Lucarelli. Nel 1993 ha scritto “Storia di Giovanni Falcone” e recentemente ha scritto con il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, “Pizzini, veleni e cicoria. La mafia prima e dopo Provenzano”.
Gli ospiti dialogano con Paolo Moretti e Fabio Pizzul.

Cinema finlandese in Piazza Cavour alle 22.30: sarà proiettato “L’uomo senza passato” di Aki Kaurismäki (2002). Dopo un’aggressione un uomo perde la memoria ed è costretto a ricostruirsi una vita da zero. Trova amici tra gli emarginati e affetto (forse amore) nell’esercito della salvezza, ma la sua misteriosa vita precedente è sempre in agguato per domandare il conto.

Ancora pochi giorni di tempo per visitare le mostre di Parolario.
In Biblioteca Comunale “altrepagine5” propone i libri d’arte di Antonio Noia, riuniti sotto il titolo di “Zoodiakos”.
Presso la Marsiglione Arts Gallery in via Vittani la mostra di vignette del turco Generi Icoglu,  mentre il Broletto ospita “Sopra la Terra, sotto la Luna”, 21 dipinti e 20 incisioni realizzati dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti “Aldo Galli” di Como.

SPAZIO RISTORANTE a cura di enotecacatering
Prenotazioni telefoniche: +39.031.782381 / 339.8800172
INFO POINT PIAZZA CAVOUR
Per tutto il periodo di Parolario è operativo un Info Point presso cui si possono ottenere informazioni e materiali relativi alle manifestazioni ed acquistare i gadget di Parolario.
Presso l’Info Point sono inoltre disponibili la bibliografia commentata dei libri presentati a Parolario, a cura della Biblioteca Comunale, ed i materiali promozionali degli sponsor.
Orari: lunedì ore 15-23, martedì/mercoledì/giovedì/domenica ore 11-23, sabato ore 11-24

Per il programma dettagliato, informazioni, aggiornamenti e variazioni: www.parolario.it

Tutti gli appuntamenti di Parolario sono ad ingresso libero.

La decima edizione di Parolario è realizzata con il patrocinio di
Ministero per i Beni Culturali
Ambasciata di Svezia
Consolato di Islanda
con il patrocinio e il contributo di
Regione Lombardia – Assessorato Cultura e Giovani
Provincia di Como – Assessorato ai Grandi Eventi e alla Cultura
Comune di Como – Assessorato alla Cultura
Camera di Commercio di Como
Comune e Azienda Turistica di Campione D’Italia
Clerici Auto
Accademia di Belle Arti “Aldo Galli” di Como
Parco Spina Verde
Credito Valtellinese
Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Brianza
Enotecacatering
Air Dolomiti
Banca di Credito Cooperativo di Lezzeno
con il supporto tecnico di
Teatro Sociale di Como As.Li.Co.
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